| La
riserva si divide in tre zone: la zona A di riserva integrale, la zona
B di riserva generale e la zona C di riserva parziale.
Zona
A:
Cala Sidoti e Caletta - Rispettivamente situate ai limiti ovest ed est
della zona di riserva integrale, queste due deliziose e poco profonde
calette sono gli unici due siti della "zona A" dove è liberamente
consentita la balneazione; rappresentano infatti due luoghi ideali dove
effettuare spettacolari passeggiate a pelo d'acqua col solo aiuto di
una buona maschera e tutt'al più di un paio di pinne. Cala Sidoti,
a ridosso di Punta di Megna, è una lunga baia di ciottoli scuri.
Oltre alla normale balneazione, specialmente nel periodo estivo di maggior
afflusso turistico, in questa cala è possibile fruire di un servizio
di seawatching guidato dal personale qualificato della riserva lungo
un "sentiero subacqueo" che parte dalla piccola piattaforma situata
all'estremità ovest della cala. Procedendo verso Punta Spalmatore,
ove si trovano la Torre Saracena ed il villaggio turistico, incontriamo
la Caletta, piccola baia dove si può visitare tutti giorni l'interessante
Acquario della Riserva Marina che ospita buona parte delle specie ittiche
e bentoniche che vivono lungo le coste dell'isola. Dall'interno di esso
si può osservare il fondale della caletta tramite un ingegnoso
collegamento con due telecamere subacquee. E' l'area più protetta
della Riserva Marina, dove è vietata la navigazione,l'ormeggio
e la sosta di ogni tipo di imbarcazione e interdetta l'attività
di pesca e qualsiasi altra azione che possa provocare disturbo o alterare
le caratteristiche naturali dell'ambiente. E' permesso l'accesso e la
balneazione nella zone di Cala Sidoti e Caletta. La zona è delimitata
in mare da cinque boe gialle luminose e a terra dalla costa compresa
tra Cala Sidoti e la Caletta.
Zona
B: faro di Punta Cavazzi e piscina naturale - Situata all'estremità
sud orientale dell'isola, al limite tra "zona B" e "zona C" della riserva
marina, Punta Cavazzi con il suo faro, ed immediatamente sotto, lo specchio
d'acqua noto come Piscina Naturale, rappresenta una delle località
più interessanti dell'isola. In tutta la zona è permessa
la fotografia subacquea e la pesca sportiva solo con lenze da fermo o
da traino ma non l'attività di pesca subacquea in apnea. Le acque
antistanti il faro di Punta Cavazzi offrono ai sub la possibilità
di effettuare una affascinante immersione a profondità tra i 9
e i 24 metri lungo un itinerario archeologico illustrato da tabelle esplicative
sommerse. Poco più a sud troviamo invece la Piscina Naturale. In
questo specchio d'acqua si può tranquillamente osservare il fondale
della piscina sfruttando l'eccezionale trasparenza e limpidezza delle
acque, senza immergere nemmeno la testa. E' l'area marina fino a tre miglia
nord dalla costa dell'isola di Ustica ed è delimitata sulla costa
dai fari Punta Cavazzi e Punta Omo Morto, in questa zona è interdetto
il prelievo di qualsiasi forma di organismi vegetali o animali e di formazioni
minerali, è consentita la navigazione da diporto, la pesca sportiva
con lenza da fermo e da traino e le attività subacquee ad esclusione
della pesca subacquea.
Zona
C: da Cala Santa Maria alla Grotta Azzurra - Uscendo dalla estremità
destra di Cala Santa Maria, ampia baia naturale situata esattamente sotto
il paese e sede dell'attuale porto, tuffandosi direttamente dall'attracco
del molo e pinneggiando lungo la costa in direzione sud per circa 300
metri, si giunge alla Grotta Azzurra. Questo tunnel semi sommerso di origine
vulcanica con fondale sabbioso profondo sino a 10 metri è la più
conosciuta delle sei grotte situate all'interno della "zona C" di riserva
parziale. Appena fuori dalla cala Santa Maria si possono fare, senza grosse
difficoltà, brevi incontri con qualche timoroso polpo (Octopus
vulgaris) che si nasconde tra le rocce tondeggianti del fondale e tra
i numerosi resti di un relitto, forse romano, e frammenti di anfore, testimonianze
di antichi naufragi. Giunti nella grotta si possono scorgere, tra nugoli
di castagnole illuminati dalla luce proveniente dall'imboccatura, numerosi
policheti sedentari, come lo spirografo e la sabella pavonina, che filtrano
le acque con le loro corone di tentacoli. Tra le presenze ittiche più
frequenti, oltre ai pesci donzella, non è raro incontrare qualche
re di triglia nascosto tra le cavità buie della grotta. E' l'area
marina opposta alla zona B sino a tre miglia dalla costa e presenta i
limiti terrestri tra i fari di Punta Omo Morto e di Punta Cavazzi. In
questa zona sono consentite tutte le attività disciplinate dalla
vigente normativa nazionale. La pesca professionale è consentita
solo ai pescatori locali muniti di autorizzazione. La pesca sportiva è
vietata |